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Civiterritorio1ta è un centro turistico in privincia di Cosenza, noto per le sue bellezze naturali, che sorge a 450 m sul livello del mare, su una piccola valle ai piedi della catena montuosa del Pollino, circondata su tre lati da montagne che sembrano custodirla e difenderla e che si staglia a sud-est sulla Piana di Sibari e sul Mar Ionio regalando ai suoi abitanti e ai visitatori un panorama unico al mondo. Il tutto è immerso nell'universo arbereshe, ricco di rituali influenzati dalla religiosità bizantina e dal mondo contadino.
La parte più antica del paese presenta una struttura medioevale, fatta di vicoli strettissimi con un andamento "circolare" che sembrano abbracciare i piccoli e numerosi "sheshi" (piazzuole)  e le gjitonie. Oltre al Ponte del Diavolo e alle Gole del Raganello sono da ammirare la chiesa madre (S. Maria Assunta) con la preziosa Iconostasi e i mosaici Bizantini ed il Museo Etnico Arbëreshe, nel centro del paese. La sua posizione geografica favorevole (5 km dal casello autostradale di Frascineto, 18 km dal mare e 4 km dalla montagna) fanno di Civita il naturale punto di partenza per le escursioni nel Parco e per le visite nei più bei paesi del nord della Calabria. Il paese si trova altresì in una posizione ideale per raggiungere le spiagge del mar Ionio (da cui dista circa 15 Km) e le stazioni termali di Cassano allo Ionio e Spezzano Terme.

 Le Gole del raganello e il ponte del Diavolo

Gole5Le Gole del Raganello, sono uno dei Canyon più lunghi e spettacolari d'Italia, situate nel territorio di Civita, nel cuore del Pollino, hanno uno sviluppo di 13 km. Sono tecnicamente divise in 3 tratti: Gole Alte o di Barile, Gole Basse o di Pietraponte-Santa Venere-Civita e bacini del Raganello.
I primi 2 tratti si sviluppano per circa 10 km e rappresentano la parte più interessante dell'intero corso fluviale.
Entrambi i tratti posso essere percorsi con le classiche tecniche di torrentismo e presentano alcune particolarità: creazioni rocciose modellate dall'acqua, marmitte, spiagge sabbiose, frane ciclopiche, cascate e sorgenti.
L'amGole1biente è magnifico, soprattutto nella parte bassa, perchè vi si constata sia l'azione corrosiva dell'acqua, che ha prodotto capolavori nella pietra, sia l'azione erosiva, che ha creato strapiombi e verticalità. La discesa integrale richiede una buona esperienza alpinistica, oltre che abitudine al torrentismo. Migliaia sono i "temerari" che ad ogni estate si danno appuntamento a Civita per una indimenticabile escursione lungo il corso del Raganello.

In prossimità del tPonte_del_Diavolo_ratto civitese è possibile osservare anche "il Ponte del Diavolo", un'opera umana eccezionale considerando i mezzi del tempo (“che solo il demonio poteva costruire”) che congiunge 2 montagne opposte. Ha un struttura ad un'unica arcata a dorso d’asino a quota 260 m s.l.m-, sospeso sull’ultima parte delle gole del Raganello, da secoli sfida la furia degli elementi, offrendo uno spettacolo mozzafiato. Si tratta di una delle principali attrattive del luogo  ed è uno dei simboli del Parco Nazionale del Pollino,  meta ogni anno di migliaia di turisti. 

Storia, Cultura e Tradizione

Civita sorge sul sito di un antico borgo latino, distrutto da un terremoto nel XV secolo e Civitaquindi abbandonato Il paese venne rifondato e ripopolato nella seconda metà del 1400 da famiglie Greco-Albanesi in fuga dall'albania, dopo la misteriose morte del loro leggendario condottiero Giorgio Castriota Skanderbeg, per non subire il predominio dei turchi e salvaguardare la propria identità. I suoi fondatori portarono con loro tutto il patrimonio etnico, religioso e culturale caratteristico dei loro territori d'origine e che tuttora è presente nella vita del paese, conservato integro fino ai giorni nostri. Oggi è ancora correntemente parlata la lingua degli avi, infatti i civitesi fanno parte di una minoranza etnica riconosciuta e tutelata dallo stato italiano: gli
Arbëreshë. L'impronta orientale è evidente anche nella chiesa; gli Arbëreshë, pur essendo cattolici a tutti gli effetti, hanno il permesso dalla Santa Chiesa di Roma di celebrare le funzioni liturgiche bizantine in greco e mantenere così la suggestiva simbologia orientale (tramite i canti in greco ed in albanese, le icone, il battistero, ecc.).

imagesCAA5OZZPLe gesta dell'eroe Skanderbeg sono ancora oggi celebrate durante, una delle più suggestive e folkloristiche feste  Arbëreshë, le Vallje. La Vallja è una danza a cerchio che si esegue per le strade e le piazze del paese il martedì dopo Pasqua e rievoca una vittoria di Skanderbeg sugli invasori turchi proprio nei giorni pasquali.
E' eseguita da giovani e anziani in costume tipico che, danzando e cantando litanie
Arbëreshë, tenendosi legati per mano o con dei fazzoletti formano una catena ed "imprigionano" i passanti, costringendoli a pagare, simbolicamente, il loro riscatto. Alle vallje partecipano anche altri gruppi provenienti da tutti i paesi dell'Arberia indossando i loro costumi tradizionali ed eseguendo i propri canti e le proprie danze.

UI Caminin'altra festa molto sentita dalla comunita si svolge i primi giorni di maggio e sono i camini  (Kaminezit) ossia dei grandi falò che si preparono in diversi punti del paese. Alla festa partecipano tutti i cittadini, cantando e ballando intorno al fuoco, e non disdegnando del buon pane casareccio di Civita accompagnato dalla soppressata e annaffiato da dosi abbondanti di vino rosato del Pollino. Altre tipiche manifestazioni del folklore arbëreshë sono le serenate di San Valentino e le Kalimere, che sono canti religiosi che rievocano la Passione e la Morte di Cristo. Di notevole interesse è anche la "Fjaleza e mire" (la buona parola), cerimonia sul sagrato della Chiesa all'alba della domenica di Pasqua.

Durante il periodo estivo la piazza del paese è altresì animata da numerosi eventi, manifestazioni e spettacoli.

Per quanto riguarda la gastronomia, il convivere sullo stesso territorio delle popolazioni calabresi e albanesi ha creato dei piatti molto gustosi e appetibili.
Gli ingredienti base della cucina civitese sono le carni fresche e conservate,il formaggio pecorino e la pasta di casa nelle sue varie forrme (shtridhelat, strangulerat, rrashkatjelerat, dromsat, ecc.), il cui sapore è ulteriormente esaltato da sughi semplici o di carne, insaporiti da ricotta stagionata e da erbe profumate.
I secondi piatti protagonisti della tavola civitese sono il capretto e l'agnello lattante, il maiale, nonché le frattaglie con o senza salsa piccante.

La bellezza di Civita, poi, fa anche riferimento a caratteristiche architettoniche, quali gli stupendi comignoli, vere e proprie opere d'arte povera, che richiamano la cultura orientale e che sormontano le piccole case in pietra  e le case di Kodra, ossia delle case dal "volto umano" che si possono ammirare passeggiando per il centro storico.

Il Parco Nazionale del Pollino

Il PParco_Pollino1arco Nazionale del Pollino è situato tra la Calabria e la Basilicata e con  i suoi 193 mila ettari è il parco naturale più grande d’italia. Istituito nel 1988 comprende 56 comuni, di cui 24 è situata in area lucana e il rimanente in area calabrese.
Il Pollino costituisce il gruppo montuoso più elevato dell'Appennino meridionale, con un territorio incontaminato capace di offrire al visitatore una varietà di paesaggi da lasciare senza parole.
 
Dalle cime, ad occhio nudo, si abbracciano con uno sguardo, ad occidente, le coste tirreniche di Maratea, di Praia a Mare, di Belvedere Marittimo e, ad oriente, il litorale ionico da Sibari a Metaponto.
Una caratteristica peculiare del Parco Nazionale del Pollino è rappresentata dalla flora e fauna: nel suo territorio, infatti, sono presenti esemplari floristici, come il pino loricato  (Pinus leucodermis antoine) specie endemica per l'Italia, ma presente in altre stazioni fitoclimatiche delle montagne balcaniche e greche,  e faunistici in via di estinzione come l'aquila reale e il lupo appenninico (canis lupus italicus).
Il Parco Nazionale del Pollino calabrese presenta vette anche molto alte tra cui Serra Dolcedorme (2267 metri), Monte Pollino (2248 metri) e Serra del Prete (2180 metri). Tra queste vette incontaminate vi sono i cosiddetti "Piani del Pollino", immense vallate ricche di pascoli poste a diversi metri sul livello del mare.

Consigliato a chi ama il trekking e l'escursionismo in generale, grazie però alla varietà dei paesaggi presenti in questa zona, vi si praticano diversi sport. Infatti è meta, oltre che per gli amanti dell'alpinismo, degli appassionati del torrentismo, del rafting, dello sci di fondo, della speleologia e della mountain bike.

Cosa vedere nelle vicinanze?

Il Santuario della Madonna delle Armi
Il Santuario della Madonna delle Armi, significativa testimonianza di arte rinascimentale, si trova alle pendici del Monte Sellaro, a 1015 metri di altitudine.
La sua costruzione cominciò intorno al XV secolo in una grotta dove vennero trovate alcune tavolette bizantine tra le più antiche mai rinvenute.  Al interno della Chiesa sono presenti notevoli opere lignee seicentesche, un dipinto su tavola datato 1591 e un altare maggiore decorato con marmi policromi di scuola napoletana del '700. Oltre che di notevole interesse artistico questo santuario si caratterizza per la sua bellezza paesaggistica
La festa si celebra il 25 aprile e vede affluire molte persone, anche a piedi, da tutti i paesi della Piana di Sibari e dall' alto Jonio. A pochi Km dal Santuario è possibile visitare i paesi di San Lorenzo Bellizzi, Cerchiara di Calabria e Francavilla Marittima.

Gli scavi di Sibari

Gli scavi archeologici nel territorio di Sibari hanno riportato alla luce l'area occupata in epoca pre-romana dall'antica Sybaris.
In realtà questi scavi hanno evidenziato la presenza di 3 diverse città sovrapposte tutte sullo stesso sito: la colonia arcaica di Sibari (720-510 a.C.), la colonia panellenica di Thurii (443 a.C.) e il successivo impianto coloniale romano di Copia (dal 193 a.C.).
Il Museo della Sibaritide ospita interessanti reperti di epoca greca e romana (vasellame, lamine d'oro, sculture e decorazioni in terracotta), ma anche materiali recuperati in tombe indigene dell'età del Ferro e manufatti di provenienza greca, fenicia ed egiziana a testimonianza degli intensi traffici marittimi dell'epoca.

 

La grotta del Romito

La grotta del Romito è un sito risalente al Paleolitico superiore contenente una delle più antiche testimonianze dell'arte preistorica in Italia, situata in località Nuppolara nel comune di Papasidero, in Calabria, provincia di Cosenza. All'interno si trovano alcune incisioni come per esempio un graffito raffigurante due bovidi (Bos primigenius), e tracce di antiche sepolture, risalenti a 10.500 anni fa. Il ritrovamento del graffito è avvenuto nel 1961.
La presenza all'interno di uno strato riferibile all'età Neolitica di grosse quantità di ossidiana ha fatto supporre che la grotta in quest'epoca venisse sfruttata come base intermedia per il commercio dell'ossidiana tra Tirreno e Ionio

 

Le Grotte di Sant’Angelo
A nord del centro abitato di Cassano, custodite in monte S. Marco, si trovano le Grotte di S. Angelo. Le Grotte di S. Angelo sono costituite da un imponente complesso di cavità carsiche intercomunicanti, che si estendono nelle viscere della terra per vari chilometri e si sviluppano su 2 livelli denominate Superiore e Inferiore. Le Grotte di Sant'Angelo ci regalano straordinari giochi cromatici, nonché interessanti sorprese, non solo dal punto di vista esplorativo, quanto per la varietà dei fenomeni che si possono riscontrare. Le esplorazioni, che continuano ancora oggi, hanno consentito di  individuare nuove caverne, percorsi sconosciuti e finanche una piantina ignota persino alla letteratura scientifica mondiale. Gli studiosi hanno anche dimostrato che queste cavità furono abitate dall'uomo primitivo per tutto il periodo della civiltà Litica.

Il Santuario della Madonna della Catena
Il Santuario della Madonna della Catena si trova fuori dal centro abitato di Cassano, in una zona solitaria, ma di grande suggestione naturalistica. Il Santuario è stato costruito intorno al 1612 sulle mura di un antico monastero eil suo nome indica la liberazione dalle catene del male.
L'interno della chiesa è in stile barocco con degli altari, scolpiti in legno dorato, sui quali sono disposte quattro tele del pittore napoletano Nicola Malinconico (1663-1721). Particolarmente suggestiva è l'architettura esterna, d'età pre-rinascimentale, con un porticato che molto probabilmente è quattrocentesco.
La Madonna della Catena viene festeggiata la seconda domenica di Maggio.

 Le Terme
Per chi fosse interessato al turismo termale consigliamo le Terme Sibarite, le Terme di Cerchiara e le Terme di Spezzano.

Inoltre….
Cività è il punto di partenza ideale per visitare paesi come Castrovillari con la sua suggestiva parte “vecchia”, Morano Calabro è la sua particolare struttura urbanistica, Altomonte con il suo anfiteatro e tutti gli altri paesi del Pollino e dell’Alto Jonio.

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